La Camera Obscura

Gli uomini imprigionati sono costretti ad osservare le ombre proiettate sulla parete di fronte. Il mito di Platone con la fonte delle ombre, puo essere reputato l'idea primordiale del cinema.
venerdì, 27 aprile 2007

Cineastes (Cinema) de notre temps era una trasmissione francese, fatta da due conoscitori del cinema, e trattava temi e specifiche del cinema rivolgendosi direttamente ai registi; dando loro la parola sia per una testimonianza che per una trattazione. Ovvio che i vari Renoir, Bunuel, Melville e compagnia si trovavano serviti su un vassoio d'argento il modo di esprimere il proprio concetto di cinema e le controversie legate al mondo cinematografico. In questo filmato potrete riconoscere Michel Simon iconografia del cinema di un tempo che fu (L'atalante) e tanti volti sconosciuti o poco più, cari o meno. Spero di ravvivarvi la memoria di questo cinema che non merita l'oblio; non lo meritano i loro personaggi, i loro volti, quello che hanno saputo creare o conservare con il cuore e con la testa. La loro eredità giunga infine ai giorni nostri, in quella che Truffaut chiamava "La camera verde" o la camera che preserva dall'oblio di coloro che osarono essere degli Uomini e che hanno attraversato senza resa il deserto dell'incomprensione. Questo è il cinema secondo Nameerf.

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categoria: renoir, melville, langlois


domenica, 22 aprile 2007

 "L'arte serve all'uomo per elevarsi spiritualmente, innalzarsi al di sopra di sè stesso, per usare ciò che noi definiamo >libero arbitrio<" A. Tarkovskij

I film sono come meteoriti caduti dal cielo, recanti in sè stessi il loro inizio e la loro fine. Sono universi imperfetti che apportano le loro proprie certezze, illusioni, valori. Il loro motore è un Orologiaio, un unico Autore perfetto, che li spinge alla creazione per salvarsi dall'oblio. La loro originalità creativa è una forma che crea e incuriosisce sia che essa si concentri  verso l'innovazione o verso la caducità.

Nel cinema la nozione di "autore"  è simile a quella di un autore in letteratura o in pittura: un uomo che gestice la propria opera, nella quale c'è lui stesso, la sua interezza. La pressione a cui è sottoposto non è un eccezione. Ogni vero artista è sempre sotto pressione e non lavora mai in consizione ideali. Forse se lavorasse in condizioni ottimali  non esisterebbe il suo lavoro; perchè l'artista non lavora in un vuoto senz'aria. Una pressione deve esserci, non si sa dire di che tipo, ma deve esserci. E l'artista esiste proprio perchè il mondo non è perfetto, e l'arte non sarebbe necessaria a nessuno se il mondo fosse regnato dall'armonia e della bellezza.

L'uomo non cercherebbe l'armonia in altre attività, vivrebbe in essa.

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categoria: riflessioni, cinema, film, arte, tarkovskij


venerdì, 06 aprile 2007

"I film sono come diligenze nel far west: all'inizio uno spera di fare un bel viaggio, poi comincia a domandarsi se arriverà a destinazione". Truffaut

 

Nel Medioevo russo vi furono dei rivoluzionari, dei difensori della libertà interiore che furono definiti jurodivi, i stolti a causa di Cristo. La loro pazzia non era che apparente, esteriore, in quanto il fondamento che li moveva era l’ardente desiderio di libertà di Spirito al di fuori di ogni convenzione sociale. Rifiutavano le leggi del predominio “chiesa-stato”, e il loro monopolio sulle anime e sulla parola divina, seguendo solo la voce della loro coscienza.

Martiriologio II

 

Tarkovskij

20 anni di tormento di tutti i generi...

“L’nfanzia di Ivan”

Buttato via perchè accusato di fantasticherie di piccola borghesia e di infantilismo.

“Solaris”

Onorato da un elenco di 35 osservazioni da parte dei gerarchi sovietici che suggerivano una serie di tagli, a partire dall’eliminazione del concetto di Dio fino al taglio delle scene che mostrano Cristo che cammina nudo.

“Andrei Rublev” e   “Lo specchio” sabotati in partenza.

Una persecuzione continua che lo portò a preferire l’esilio. Lui così profondamente russo.

Dopo 5 anni di richieste inoltrate alla burocrazia russa , Andrej T.  in esilio potè riabbracciare il figlio solo a causa delle sue gravi condizioni di salute.

 

Fellini

"Otto e mezzo",L'ho girato senza vedere mai nulla di quello che facevo, perché era in atto uno sciopero di quattro mesi di tutti gli stabilimenti di sviluppo e stampa. Rizzoli voleva fermare il film, Fracassi, il direttore di produzione, si rifiutava di proseguire la lavorazione. Ho dovuto impormi, gridare, per obbligare tutti a continuare ugualmente”

 

Kurosawa

Nel 1943 dirige il suo primo film "Shanshiro Sugata", una favola sulle origini dello judo. Nelle successive cinque pellicole, per colpa della censura (siamo in tempo di guerra), Kurosawa non può esprimersi liberamente. "La sfida del samurai" del'61, si ricorda per un aneddoto che lo lega al suo remake "Per un pugno di dollari": Sergio Leone non pagò neanche una lira di diritti ai produttori giapponesi pensando che il suo western non ottenesse nessun successo. Ma così non fu e i produttori di Kurosawa riuscirono a far condannare la pellicola per plagio. Di conseguenza i produttori di Leone per ripicca, si impegnarono affinché il film giapponese sparisse dalle nostre sale.

 

Godard

"Le Petit soldat"  proibito dalla censura francese per due anni.

"La gaia scienza" opera filosofica, girata per la tv francese che poi l'ha respinto.

"Lotte in Italia" del 1969, è una pellicola commissionata dalla tv italiana ma mai trasmessa, è il tentativo cinico di destabilizzare la cinematografia attuale.

"Il disprezzo" In Italia uscito in una edizione scandalosa, accorciato di venti minuti, con un nuovo montaggio, colore e colonna sonora imposte dalla produzione; ha subito il cambiamento perfino del finale tanto che lo stesso Godard lo ha ripudiato.

  

Hitchcock

Gli inizi furono duri. I suoi 3 primi film furono accantonati per mesi dal distributore come “non presentabili”.

“The lodger”  Sebbene sia riconosciuto oggi come il primo capolavoro di Hitchcock, il film fu accusato di essere artisticamente pretenzioso: una condanna a morte nel mondo nel cinema britannico dell’epoca (1927). 

 I funzionari del Distributore trovarono il film orrendo e la sua carriera era già morta sul nascere. Il film rimase negli scaffali due mesi, poi siccome i soldi erano stati spesi decisero di proiettarlo nelle sale dove fu acclamato come il più bel film britannico mai realizzato prima. Nel corso della sua carriera “Hitch”  si lamentò della grossolanità dei distributori e della stupidità dei dirigenti degli studios e terminò la sua carriera senza mai ricevere un Oscar.gue (foe)

 

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Blogger: nameerf
alla tua domanda rispondo: "Nameerf". E' l'esatto contrario di freeman, ossia uomo libero, liberato. E'un mio singolare nick che incuriosisce. Indica lo stato di una coscienza che sa, come lo sapevano i burattini di Mangiafuoco, di non essere libera. Conosce bene l'indirizzo della fata turchina, ma gli manca ancora la mercede. (senza s, non è un auto).


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