Ancora Pasolini...
"Niente di più feroce della banalissima televisione"
Se ti parlo del tempo è perché non è ancora arrivato, se ti parlo di un luogo è perché è sparito. Se ti parlo del tempo è perchè è già passato, e perché è già morto. (Made in Usa - Godard)

Esistono affermazioni simili da parte di Truffaut e di Pasolini per quello che riguarda il cinema d'autore. Il primo "sposa" tutti i film del regista-padre. Per Pasolini i films sono diversi tra loro come lo sono dei fratelli che pur avendo lo stesso sangue e comuni caratteristiche hanno però diversi caratteri e peculiarità. Il regista come una madre, vuole bene a tutti i suoi figli pur differenziandoli: uno è più matto, favoloso e strano, l'altro è più serio; ma i problemi sono gli stessi come il sangue dei fratelli è sempre lo stesso.
L'autore vero, sempre più raro è sempre cosciente dei suoi mezzi. In un'arte impura come il cinema, sottoposta alla ratifica del pubblico, l'autore non soltato è colui che trova la forza di esprimersi davanti tutti e tutto; ma colui che, esprimendosi, trova la giusta distanza per dire la verità sul sistema da cui si strappa.
L'autore sarebbe la linea di fuga grazie alla quale il sistema non è chiuso, respira, ha una storia e invece di preoccuparsi del respiro del sistema inventa, contribuisce all'invenzione di altri spazi, altri modi, altri linguaggi.
Invece di aspirare a essere riconosciuto dal sistema, contribuisce alla crescita di un anti-sistema, ne stabilisce le stanze e gli angoli di un nuovo territorio e laddove le comunicazioni di massa diventano il segno distintivo della democrazia e bastano a se stesse, il cinema d'autore ha un modo di raccontare diciamo trasversale. Coscientissimo della macchina, delle circostanze e delle tecniche ricomincia a inventare nel poco e nella libertà.
Sono una forza del passato
solo nella tradizione è il mio amore
Vengo dai ruderi, dalle chiese, dalle pale d'altare, dai borghi dimenticati sugli appennini e sulle prealpi, dove sono vissuti i fratelli.
Giro per la Tuscolana come un pazzo, per l'Appia come un cane senza padrone o guardo i prepuscoli di mattina su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo come i primi atti del dopo storia cui io assisto per privilegio d'anagrafe dal nord estremo di qualche età sepolta.
Mostruoso è chi è nato da una donna morta, e io feto adulto più moderno più di ogni moderno a cercare i fratelli che non sono più.
( Pier Paolo Pasolini)