Dedicato agli amici più cari
Il testamento di Tarkovskij
"uomo, ascolta
se volete che il mondo vada avanti dobbiamo tenerci per mano.
Il male vero del nostro tempo è che non ci sono più i grandi maestri,
qualcuno deve gridare che costruiremo le piramidi
non importa se poi non le costruiremo bisogna alimentatre il desiderio
tutti gli occhi dell'umanità stannno guardando il burrone dove stiamo tutti precipitando"
Questo è il testamento di Andreij Tarkoskij, cineasta russo tra i più importanti nel panorama della settima arte. Queste parole vengono dette da Domenico "il folle" che ricorda molto il Principe Myskin di Dostoevskij. La scena è ripresa e montata in modo differente rispetto al film (Nostalghia)
Ma sono due le chicche- video che meritano sicuramente il prezzo del viaggio da voi attraversato sino al mio blog.
“Afferriamo dunque, quest’inizio e affrettiamoci a compiere ciò che ci attende nel nostro viaggio” Ermete Trimegisto
“Mi sembra che l'essere umano sia stato creato per vivere. Vivere nel cammino verso la verità. Ecco perché l'uomo crea. In una certa misura l'uomo crea nel cammino verso la verità. Questo e il suo modo di esistere, e l'interrogativo sulla creazione ("Per chi gli uomini creano? Perché essi creano?") è senza risposta”. Ogni artista nel corso della sua permanenza sulla terra trova e lascia dopo di se una particella di verità sulla civilizzazione, sull'umanità" A. Tarkovskij
Nel viaggio tra i film di Tarkovskij v’è un immagine della vita e del viaggio dell’uomo: l’albero che nasce come un tenero indifeso germoglio e muore dentro una protettiva corazza: la corteccia.
La sua filmografia si apre con la prima scena del suo primo film che mostra un ragazzino sotto un giovane albero, e con la sua ultima opera, l’ultima scena ci mostra un ragazzino sotto un albero molto vecchio .
Tutta la sua opera si stende tra due bambini e due alberi. Il cerchio è compiuto.
Quando un uomo nasce è debole e duttile,
quando muore è forte e rigido,
cosi' come l'albero,
mentre cresce è tenero e flessibile e
quando è duro e secco muore.
rigidità e forza sono compagni della morte
debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell'esistenza.
cio che si è irrgidito non vincerà.
"Bisogna avere delle idee più grandi
Prima ero egoista. Volevo salvare la mia famiglia,bisogna salvare tutti, il mondo. Come?
E’molto semplice (accende la candela). Vedi la candela? (spegne la candela).! Perché dici va bene? Aspetta! Mi fai confondere.
Bisogna attraversare l’acqua con la candela accesa. Quale acqua? L’acqua calda, la piscina di Santa Caterina, vicino all’albergo, quella che fuma. Quando? Subito! Per me non è possibile non vogliono, capisci?Come accendo la candela e vado in acqua, mi tirano fuori, mi buttano fuori e gridano “Tu sei pazzo”. Capisci? (Riappare la candela)"