La Camera Obscura

Gli uomini imprigionati sono costretti ad osservare le ombre proiettate sulla parete di fronte. Il mito di Platone con la fonte delle ombre, puo essere reputato l'idea primordiale del cinema.
sabato, 02 febbraio 2008

L’occhio è lo specchio dell’anima, l’espressione del  mondo dell’anima e del pensiero; occhi e anima sono in stretto rapporto.” (jan van rickenborgh)


Ogni immagine può essere veritiera ossia neutrale o assolutamente falsa, bugiarda. Può registrare gli eventi in maniera pura o essere manipolata, re-inventata, costruita ex-novo. Questa duplicità la ritroviamo parzialmente agli inizi del cinema con la differenza tra i film di Lumiere e quelli di Melies.

Il pittore e surrealista Magritte usava richiamare l’attenzione del pubblico sul fatto che il mondo che vediamo in immagine non è la realtà, bensi il significato metaforico di un elemento che è il segno formale del concetto.

In una delle scene più famose di Bunuel si vede un occhio che guarda la luna attraverso una finestra della casa rappresentante il nostro mondo sensoriale; quest'occhio che vede l'anima di cui la Luna ne è il simbolo, viene tagliato da un rasoio. L'occhio ucciso, staccato è separato dal mondo sensorio terrestre per aprirsi a una nuova immagine. Questa visione non viene più da dentro la casa, da dentro l'antro di Platone o dal palazzo degli specchi illusori dove le persone che cercano la verità sbattono contro i vetri delle realtà illusorie.

Quest''idea primigenia che sussiste latente in tutti come una reminiscenza, il saggista cinematografico Gilles Delleuze la rinominò "L'immagine-cristallo"; ossia quando l'immagine presenta una doppia faccia insieme attuale e a-temporale, tra presente e passato, reale e immaginario, producendo una nuova forma di indiscernibilità.

  Tra i numerosi autori di immagini cristallo ricordati da Deleuze ci sono:

 Orson Welles (ne la Signora di Shangai si ricorda la celebre sequenza della stanza degli specchi),

Tarkovskij (il suo film recensito in un post precedente si intitola appunto Lo specchio)

Resnais (la confusione di passati-presenti di L'anno scorso a Marienbad),

Renoir,

Cocteau

e altri ancora, come Fellini, che si pongono il problema di come entrare in quel cristallo e si aiutano con ricordi d'infanzia, immagini, deja vu: ricordo del presente, passato contemporaneo al presente stesso.

Tuttavia l'immagine cristallo non ha una natura mentale o psicologica, ma esiste fuori della coscienza e nel tempo, quasi come un frammento di tempo allo stato puro. Il passato si forma contemporaneamente al presente e dunque il tempo si sdoppia in ogni istante e l'immagine attuale del presente che passa si forma simultaneamente all'immagine virtuale del passato che si conserva, fino a formare un circolo.

Per Bunuel le origini della stupidità umana, le sue catene e gabbie sono proprio quelle maschere con cui l'uomo si aggrappa alle illusioni molteplici di una vita: l'ideologia, la sessualità, la storia, la religione, il misticismo, l'inconscio. Con rigore, egli rivelava i segreti dell'anima, e dell'inconscio che l'uomo nega per meglio obliare i suoi errori ed orrori.

Ho già trattato Bunuel in due post per cui vi rimando ad essi per maggior ragguagli.

I video di Welles e Cocteau sono postati da me su youtube

postato da nameerf alle ore 14:09 | Permalink | commenti (16) / commenti (16) (pop-up)
categoria: fellini, renoir, cocteau, tarkovskij, orson welles, resnais, bunuel, orson



Commenti
#1   02 Febbraio 2008 - 18:40
 
molti dei film degli autori che citi non sono disponibili in commercio!!! solo bunuel sta un po' recuperando il mercato. ho tante lacune sul fronte del cinema d'autore a cui ti dedichi...
mario
utente anonimo

#2   02 Febbraio 2008 - 19:46
 
per anonimo: confesso che molti dei film li ho visti in lingua francese. grazie della visita. Nam
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#3   03 Febbraio 2008 - 07:52
 
mamma mia, come sai essere teorico..
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#4   03 Febbraio 2008 - 23:46
 
mmmm... non è un concetto facile quello che esponi... Mi ricorda il concetto psicologico dei filtri che ognuno di noi ha e che non gli permette di vedere la realtà per quella che è. Poi, mi è già capitato, mi pare, di citare sul tuo blog il concetto della meccanica quantistica per cui la realtà stessa è comunque falsata nel momento stesso in cui viene osservata, che poi potremmo tradurre come impossibilità ad esprimere totalmente la realtà stessa. Senza arrivare a questi estremi, trovo comunque che esprimere oggettivamente la realtà sia davvero difficile, perfino facendo uso di una videocamera...
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#5   04 Febbraio 2008 - 10:20
 
Gran post, complimenti.
Anche perché apre la mente a riflessioni su opere come 2001 odissea nello spazio che, dal mio punto di vista, ha molto in comune con quanto dici. La ricerca assoluta della conoscenza, la piccolezza dell'uomo di fronte alla sua stessa esistenza. L'occhio che vuole penetrare l'immagine come conquista della verità, ma che spesso si inoltra in zone proibite e da cui è difficile uscire. Le stesse immagini cristallo, magari. Temi cari a Tarkovskij e Kubrick. Con gli eventuali pessimismi di sorta, ovviamente.
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#6   04 Febbraio 2008 - 15:47
 
... dico che penso ti piacera' questa citazione che segue; lui e' un compositore di musica, ma credo che quanto dica si possa applicare a tutto, arti - cinema, teatro, musica, etc. - comprese...

"Una grande intensità: evocazione di qualcosa proveniente dal nulla. È vero che gli strumenti sono quelli, la tecnica, le abitudini, ma un incognita permane: gli anni di pratica non vi possono proteggere (non vi devono proteggere). Bisogna gettarsi in uno spazio vuoto, uscire dalla memoria. Tutti vi stanno guardando, e in questo momento della vostra vita, smettete con i luoghi comuni e inventate." - Tim Hodgkinson
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#7   04 Febbraio 2008 - 20:54
 
Prima di tutto grazie per il tuo passaggio sul mio blog.
Quanto al tuo post comprendo perfettamente quanto sia difficile avere la percezione pura di qualsiasi cosa o persona che sia. Del resto una stessa cosa può essere vista da ognuno di noi in modo differente, e sarebbe comunque vera dal nostro punto di vista. Per non dire che quella medesima cosa può apparire diversa persino a noi stessi se solo curviamo di poco il nostro angolo visuale. Avere una visione pura e reale delle cose non è per niente un concetto certo. Credo siano solo tentativi e come tali limitati e limitanti.
Un saluto.
Giò
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#8   05 Febbraio 2008 - 10:38
 
Mi soffermo sul concetto portante del tuo post: gli occhi e l'anima. Chi vede con gli occhi della mente, é dedito alle cose mondane, di fatti non vede che le apparenze delle 10000 cose...chi vede con gli occhi dell'anima, non ha bisogno degli occhi per vedere, ne di orecchie per ascoltare...un saluto da taoista.
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#9   05 Febbraio 2008 - 20:52
 
Ricambio con piacere la visita. Nick pieno di mistero! Complimenti! Buonanotte!
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#10   07 Febbraio 2008 - 12:33
 
Ciao Nam!! Kiss
utente anonimo

#11   07 Febbraio 2008 - 12:34
 
Ops.... l'anonima sono io!
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#12   08 Febbraio 2008 - 09:39
 
ci sono stata in quell'auditorium, davvero bello... peccato c'era poca gente!
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#13   09 Febbraio 2008 - 23:35
 
"L'immagine-tempo" è stata una delle letture dell'Università e un libro che ha cambiato la (non solo mia) mentalità della critica. Il tuo post sull'immagine cristallo è molto preciso e spiega bene il concetto. Un ottimo articolo. Complimenti.
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#14   09 Febbraio 2008 - 23:58
 
Buonanotte nick misterioso!! KissKiss
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#15   12 Febbraio 2008 - 17:38
 
La necessità di un'artista di condividere un'intuizione di "verità", sforzandosi fino allo spasimo per renderla comunicabile (tramite espedienti tecnici come, in questo caso,l' "immagine cristallo"), e quindi più comprensibile agli altri, la considero un segno di profonda sensibilità nei confronti della condizione umana, nonchè una delle più grandi opere benefiche al servizio del prossimo, il donare "conoscenza"... è qui che si comprende la grandezza di certe anime, è davvero ammirevole.
Bel post davvero, Walt!
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#16   14 Febbraio 2008 - 10:04
 
bellissimo post, complimenti anche da parte mia.

un saluto
cla
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alla tua domanda rispondo: "Nameerf". E' l'esatto contrario di freeman, ossia uomo libero, liberato. E'un mio singolare nick che incuriosisce. Indica lo stato di una coscienza che sa, come lo sapevano i burattini di Mangiafuoco, di non essere libera. Conosce bene l'indirizzo della fata turchina, ma gli manca ancora la mercede. (senza s, non è un auto).


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